A cosa serve la rabbia?

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La rabbia è un’emozione difficile da vivere; fa parte delle emozioni scomode, allo stesso modo della tristezza o della paura. A cosa serve la rabbia?

Se notate comincio con il chiedermi se la rabbia abbia uno scopo e quale questo scopo possa essere, invece di domandarmi come “gestire la rabbia” o come evitare di provarla. Sono queste, in genere, le richieste che i miei pazienti mi fanno perché essere arrabbiati, con se stessi o con gli altri, è, di solito, una sensazione spiacevole con cui fare i conti.

Nella realtà dei fatti reprimere un’emozione senza prima aver compreso qual è il messaggio che quell’emozione vuole comunicarci non ci è di alcun aiuto; al contrario, potrebbe rendere il nostro stato d’animo ancora più intenso e complesso da fronteggiare. Gestire va bene, ma nel senso di trovare il modo migliore di esprimere ciò che proviamo, non nel senso di negare, agli altri e magari anche a noi stessi, di essere arrabbiati.

Perché è difficile essere arrabbiati

Spesso ci è stato insegnato che la rabbia è inappropriata. Come mai? Quando siamo arrabbiati siamo in preda ad emozioni intense e ci capita di sperimentare un conflitto con chi abbiamo intorno; possiamo avere timore, se esprimiamo apertamente le nostre emozioni di non essere compresi, di mettere in crisi dei rapporti importanti per noi.

Tutti sono in grado di arrabbiarsi, ma arrabbiarsi con la persona giusta, con la giusta intensità, nel modo giusto, nel momento giusto e per un giusto motivo, non è nella facoltà di tutti e non è un compito facile.

Aristotele

In altre parole, per poterci permettere di essere arrabbiati con qualcuno abbiamo bisogno che quel rapporto sia sufficientemente forte da poter reggere uno scontro.

Arrabbiarsi appare, dunque, rischioso; c’è differenza, tuttavia, tra l’agire la rabbia in modi che possono essere distruttivi, e tra il prendere coscienza di quello che proviamo. Se rimaniamo in contatto con la nostra rabbia possiamo trovare dei modi più efficaci di esprimerla, se la neghiamo rischiamo l’effetto “pentola a pressione”: accumuliamo frustrazione, molte volte senza accorgercene, finché non esplodiamo.

La rabbia, inoltre, ci può far sperimentare una momentanea perdita di controllo, cosa che può metterci a disagio, se abbiamo un’idea di noi stessi come di persone ponderate o di persone sempre positive e sorridenti.

La rabbia e i bisogni inespressi

La rabbia che proviamo può originare da molteplici fattori, ma vi è un denominatore comune: esistono dei bisogni che chiedono di essere riconosciuti e soddisfatti. Di conseguenza una domanda utile da porre a noi stessi quando siamo arrabbiati è: qual è il bisogno che c’è dietro?

La rabbia positiva è un’emozione. Quando ci si sente insoddisfatti, frustrati arriva la rabbia. Che produce ribellione e spinge a reagire.

Bella Abzug

Secondo lo psicologo statunitense Abraham Maslow, ognuno di noi è portatore di molteplici bisogni fondamentali, organizzati in una scala di gerarchica di priorità che definisce una “Piramide dei bisogni“.

 

La Piramide dei bisogni di Maslow

Alla base di questa piramide si trovano i bisogni più elementari, immediati, mentre in cima i bisogni più complessi, ma sono tutti bisogni il cui soddisfacimento è importante per il nostro benessere.

Partendo da queste premesse quando siamo arrabbiati possiamo chiederci il bisogno inespresso che si nasconde dietro l’emozione della rabbia.

Qual è il bisogno insoddisfatto che la mia rabbia porta alla luce?

Sono arrabbiato perché mi sento minacciato da qualcosa o da qualcuno?

Sento che è stato violato un mio confine, fisico o interpersonale?

Mi sembra di non ricevere l’affetto, l’amore e la vicinanza relazionale necessari al mio benessere psichico ed emotivo?

Avverto che è stato violato un mio confine, fisico o interpersonale?

Credo di essere vittima di una mancanza di rispetto?

Mi sento minacciato nella mia libertà di realizzare me stesso/a?

Se guardiamo alla rabbia in questi termini, vivendola come un’emozione che ci offre delle informazioni utilissime sui nostri bisogni più profondi, ci accorgiamo che essa, lungi da essere un nemico, rappresenta una preziosa alleata del nostro benessere psichico.

Comprendere la rabbia andando oltre le apparenze

Questa chiave di lettura, meno scontata, è d’aiuto nel guardare da una prospettiva differente non solo la nostra rabbia, ma anche quella degli altri.

Possiamo esercitarci a comprendere i bisogni che si celano dietro la rabbia delle persone significative con le quali siamo in relazione (partner, figli, genitori, amici e colleghi di lavoro), cosa che ci permetterà di migliorare la qualità dei nostri rapporti interpersonali.

Non si tratta quindi di vivere una conflittualità distruttiva e fine a se stessa, ma di far sì che la rabbia possa essere una forza vitale energizzante, che ci permette di vivere una vita più in linea con le nostre esigenze più autentiche.

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