Come gestire il tempo (e non procrastinare)

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Gestire il tempo in modo efficace non è affatto semplice; spesso ci sentiamo travolti da un un vortice di impegni e abbiamo l’impressione di non sapere da dove iniziare.

In questi casi, il timore di non avere abbastanza tempo per fare ciò che dovremmo fare ci induce a rimandare ad un momento più propizio, che, di solito, non arriva mai, mentre gli impegni continuano ad accumularsi.

Passare all’azione sembra sempre meno possibile, e, a lungo andare, rischiamo di sentirci sempre più stressati e poco soddisfatti di noi stessi, perché il raggiungimento dei nostri obiettivi ci appare sempre più lontano e difficoltoso.

Come possiamo uscire da questo circolo vizioso? Vi propongo alcuni spunti.

Pianificare oppure agire?

Molte volte diciamo a noi stessi che, prima passare all’azione, dobbiamo pianificare per individuare le strategie più adatte; di certo creare un’ordine di priorità, definendo quale siano le cose più urgenti, è utile, come pure è utile suddividere la totalità dei nostri impegni in una sequenza di passi intermedi.

Detto questo, non bisogna perdersi nei meandri della pianificazione rimandando l’agire; se il perfezionismo eccessivo ci induce ad aspettare le condizioni ottimali, nell’illusione che esista uno stato in cui tutto è sotto controllo, rischiamo di rimandare all’infinito.

Molti di noi passano la vita come dei falliti, perché siamo in attesa del ‘momento giusto’ per iniziare a fare qualcosa di utile. Non aspettare. Il momento non potrà mai essere quello ‘giusto’. Inizia dove ti trovi, e lavora con qualsiasi strumento tu possa avere a disposizione, e troverai migliori strumenti mentre stai proseguendo.

Napoleon Hill

La nostra preparazione, per quando valida, non può metterci al riparo da qualsiasi imprevisto; l’unica reale strategia che ci avvicina al raggiungimento dell’obiettivo prefissato è compiere il primo passo.

Se passare all’azione ci risulta, in concreto, troppo ostico, è il caso di prenderci del tempo non più per pianificare, ma per porre a noi stessi queste due domande:

Sono realmente motivato/a a raggiungere questo obiettivo?

Ho paura di fallire?

E’ possibile che il nostro obiettivo non sia veramente nostro (n questo caso non c’è da stupirsi se continuiamo a rimandare il passaggio all’azione); se, invece, la paura di commettere errori è la nostra zavorra potremmo chiederci se dietro al timore di sbagliare non si nasconda la paura di cambiare: muovere un passo nella direzione dei propri sogni significa uscire dalla zona di comfort.

Mettere gli impegni nero su bianco

Per alleggerire il nostro carico mentale possiamo abituarci a tenere un’agenda; si tratta di una strategia che, nella sua apparente semplicità, è utilissima per avere una visione immediata degli impegni da portare a termine, con relativi tempi di esecuzioni e scadenze.

L’agenda ci aiuta a tenere il passo con il quotidiano, aiutandoci a vivere il tempo in modo più consapevole; rappresenta una specie di bussola che offre struttura alle nostre giornate. Scrivere gli impegni, inoltre, riduce il nostro carico mnemonico. Avete presente quando pensiamo che è inutile scrivere di dover fare qualcosa perché “tanto me lo ricordo”?

Scrivere, oltre che aiutare a ricordare, permette di definire in modo più realistico se e quando, nel nostro quotidiano, abbiamo a disposizione il tempo necessario per quello specifico impegno.

Attraverso l’utilizzo dell’agenda abbiamo una misura più concreta di quanto le nostre giornate siano produttive, ossia se ad un certo investimento di tempo e di energie corrisponde il raggiungimento degli obiettivi desiderati.

Imparare a dire di no quando serve

Ci sono impegni che prendiamo senza grande convinzione. In determinati casi, come, ad esempio, un incarico lavorativo cui non possiamo sottrarci, ne siamo coscienti; in altri casi, invece, può avvenire in modo inconsapevole.

Abbiamo forse difficoltà a dire di no quando ci vengono poste delle richieste? Ci sentiamo in colpa se non diamo fondo alle nostre risorse, caricandoci di impegni tra i quali ci destreggiamo come giocolieri che faticano a mantenere l’equilibrio?

In tal caso la nostra agenda ci sfugge di mano perché abbiamo la tendenza a non tenere nella giusta considerazione i nostri limiti, cosa che ci sottopone ad una pressione che diventa eccessiva da tollerare.

Se ci mettiamo nell’ottica di assumerci un impegno solo nel momento in cui siamo realmente motivati e in cui sentiamo di avere a disposizione le energie e la quantità di tempo necessario le nostre giornate diventano più gestibili, richiedendoci uno sforzo proporzionato alle nostre risorse; c’è una notevole differenza tra il mettere alla prova i nostri limiti e il trascurare in modo cronico i nostri confini.

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